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martedì 30 giugno 2015

Palatoscettico

Dicesi palatoscettico :
 esemplare dotato di uno spiccato senso critico della papilla gustativa  e allergico a qualsiasi novità del genere enogastronomico che esuli dalla sua sfera di appartenenza territoriale (vedi cucina etnica) e rifugge da qualsiasi contaminazione della stessa (vedi cucina fusion)    .. Quando ne incontri uno c'è da stare all'erta , perchè non si palesa subito , ma devi sapere che non devi mai abbassare la guardia , pensando di averlo preso , perchè è un tipo tosto , dalla scorza dura e difficile da scalfire . Io ne ho incontrato uno quasi sette anni fa , rispondente alle suddette caratteristiche , ma l'ho subito smascherato.. Fatto sta che non sono fuggita , ma l'ho affrontato coraggiosamente e dopo un anno e mezzo l'ho pure sposato.
Se stai per fare la mia stessa scelta , preparati alla battaglia e con i miei consigli , riuscirai ad avere una tavola serena.
  1. Impara a conoscere i suoi gusti e fai una bella scorta in dispensa dei suoi ingredienti preferiti . Su questi costruisci una scelta di almeno tre piatti a pasto . Mio marito ama la pasta , la pancetta e le olive , quindi ruoto su carbonara , gricia , puttanesca oppure tonno e olive . Gli sembra di scegliere , ma sono io a veicolare il tutto !
  2. Non tentare di proporre una ricetta etnica , spacciandola per italiana , perchè se ne accorgerebbe immediatamente , guardandoti con malcelata antipatia . Opta sempre per un piatto del territorio , perchè il palatoscettico italiano non sarà mai un esterofilo .
  3. Occhio all'afrodisiaco : se la ricetta contiene un ingrediente a lui inviso , ti potresti ritrovare coperta di insulti , invece che di attenzioni . A questo proposito ricordo un meraviglioso tortino al cioccolato dal cuore fondente al sentore di peperoncino , che gli avevo preparato prevedendo una serata romantica : diciamo che non ha gradito l'accostamento di dolce e piccante e il dopo cena non è andato propio come avevo previsto ...
  4. Aprigli la porta della cucina oltre a quella del tuo cuore e alla fine l'entusiasmo e l'amore con cui cucini per lui lo farà avvicinare al tuo mondo . Trova delle ricette che lo coinvolgano e cucinate a quattro mani e , magari , alla fine potrà anche cucinare lui per te . Lo so che sembra impossibile , ma a volte succede e quando lui ci si mette , riesce anche ad essere più bravo di te..
  5. Accontentalo senza però dimenticare i tuoi gusti : a volte è bello mangiare ognuno cose diverse attorno alla stessa tavola , in fondo le differenze arricchiscono .
  6. Se capita che lui sia fuori per lavoro , come succede spesso a me , non abbatterti , trascinandoti per casa nel suo ricordo , ma sfrutta il periodo di assenza per ricaricare le tue batterie del gusto e vizia il tuo palato con quello che in genere non ti viene mai concesso di cucinare . Quando lui tornerà sarai pronta a ributtarti nella mischia con rinnovato slancio!
  7. Spera e prega che il palatoscettico non si tramandi di padre in figlio.. Per questo punto i consigli te li potrò dare solo fra qualche anno!

Se invece , una volta che hai scoperto di essere in presenza di tale esemplare , hai preferito la fuga al matrimonio , sappi comunque che non la passerai liscia , a meno di non entrare in clausura . In ogni uomo infatti si nasconde un palatoscettico , con sfumature e caratteristiche diverse , ovviamente , e per quanto loro tentino di negarlo , prima o poi salta fuori ! Destino di ogni donna che vuole una relazione stabile : gli uomini si prendono per la gola ! Parole di una santa donna !





domenica 28 giugno 2015

Una moglie non si arrende !

Mi avevano avvisata , ero stata avvertita che avrei avuto vita dura , ma ho sottovalutato il problema , lo riconosco ed ora ne pago le conseguenze .. Ebbene sì , ho sposato un romanista ! Uno che perde i sensi solo quando segna Totti , che prima di una partita gli si stringe lo stomaco almeno 48 ore prima e lo si può nutrire solo con iniezioni di Gricia o di Carbonara . Pensavo , tuttavia , che la cosa non fosse così grave , dal momento che il campionato , almeno d'estate , si concede una pausa e il calciomercato e i tornei estivi non portano i livelli di stress della stagione principale . Già , pensavo..e mi sbagliavo , perchè oggi 28 giugno , mentre portavo una tazza di the con una Fiesta a mio marito per colazione , mi si è presentata una visione terrificante , che mi ha gelato il sangue : Roma -Lazio , derby d'andata ! Ho fatto subito presente che era roba vecchia , aria fritta ,vista e stravista ..
" Ma adesso Totti segna due goal e uno anche in rovesciata !" mi dice lui con quel faccino da piccolo monello entusiasta . Non mi rimane che ritirarmi in cucina e pensare al contrattacco : la prima cosa che vorrei fare è disdire l'abbonamento Sky , ma mi ricordo che è intestato a lui e lascio perdere.. Poi reagisco e penso che Francesco Totti e l' AS Roma non possono averla vinta ancora una volta , perchè una moglie non si arrende , non si lascia rubare così il marito da una partita in differita , mai e poi mai ! All'attacco : accensione forno , imbraccio le fruste e con uova , cocco e cioccolato mi metto a lavorare per riprendermi il marito ! In quarantacinque minuti , tu , caro Totti , avrai anche segnato due reti , ma io ho sfornato un pan di Spagna , trenta biscotti e ho fatto due creme pasticciere : una al cioccolato e l'altra al cocco .. Stavolta ti ho purgato io ! Infatti mi è bastato aggiungere una semplice pasta per mettere in tavola un bel pranzo e riconquistare così la mia dolce metà e le sue attenzioni.. fino alla prossima partita almeno..
Menù di una moglie indomita
Penne all'amatriciana
Torta con farcitura Bounty
Biscotti al cocco

Torta con farcitura Bounty

Ingredienti
per una torta da 4 persone

Per il pan di Spagna
4 uova
35 gr di burro fuso
110 gr di zucchero semolato
100 gr farina 00
un pizzico di sale
Per le creme
250 ml latte
2 tuorli
25 gr farina di riso oppure 20 gr farina 00
65 gr di zucchero semolato
una bacca di vaniglia o estratto di vaniglia
2 cucchiai di cocco rapé
30 gr cioccolato fondente

-Accendi il forno a 180° modalità statico.
-Monta con un frullino elettrico le uova e lo zucchero (puoi farlo a bagnomaria , bastano 10 min) fino a quando il composto non sarà gonfio e spumoso.
-Aggiungi la farina setacciata e il sale , mescola con un cucchiaio di legno o una spatola dal basso verso l'alto e controlla che la farina si sia amalgamata e non depositata sul fondo della ciotola. A questo punto aggiungi il burro fuso freddo a filo e mescola fino ad incorporarlo.
-Inforna per 30 min e prima di sfornare fai la prova dello stecchino : affondalo nel centro del dolce e se esce pulito , vuol dire che è cotto . Sforna e fai raffreddare .
-Prepara la crema : metti sul fuoco un pentolino col il latte e una bacca si vaniglia incisa per la lunghezza (oppure 2 cucchiaini di estratto di vaniglia) e fai scaldare (non deve bollire).
-Nel frattempo sbatti le uova con lo zuccchero e aggiungi la farina , fino ad amalgamare tutti gli ingredienti. Unisci il latte caldo , dopo aver tolto la bacca , mescola e rimetti tutto sul fuoco , finchè la crema non si addensa , senza smettere di mescolare.
-Versa la crema in due ciotole separate : in una aggiungi il cioccolato spezzettato , nell'altra il cocco . Copri le creme con della pellicola direttamente a contatto per evitare che si formi una sgradevole pellicina sulla crema e fai raffreddare.
-Taglia il pan di Spagna in 4 ir orizzontale e farcisci uno strato con la crema al cioccolato e l'altro con quella al cocco . Guarnisci con zucchero a velo.

P.S L'ho chiamata così , perchè mangiandola mi ha ricordato vagamente il sapore del Bounty. In questo periodo è meglio conservare la torta in frigo .

venerdì 26 giugno 2015

Romantic dinner all'italiana

In questa settimana ho guardato spesso "Dinner date" : un format targato U.K (in onda su Sky uno) in cui vengono organizzati degli appuntamenti al buio , che si svolgono durante una cena a due . Il/ la single di turno sceglie chi vuole incontrare leggendo cinque menù di tre portate ciascuno che gli vengono proposti da altrettanti pretendenti : due vengono subito scartati , mentre i restanti tre vengono assaggiati nell'arco di una serata romantica . Chi ha ideato il menù lo cucina , sperando di trovare l'anima gemella . L'idea in generale mi piace , ma quando poi vedo la realizzazione delle ricette penso che non riuscirei a mangiare granchè : grandi "mappazzoni" di carne o pesce con un mix di verdure letteralmente ammontonati sullo stesso piatto e per dessert brownies a profusione . Insomma grandi quantità , ma la classe lascia a desiderare .. Strano perchè quando si organizza una cena romantica , soprattutto fra le mura di casa , l'apparenza conta e secondo me è indispensabile , insieme alla sostanza e alla chimica ovviamente , al raggiungimento del propio obiettivo : la conquista della preda . Poi però penso che sono troppo severa con questi giovani trentenni d'oltremanica , io in fondo ragiono da italiana e sul cibo , ça va sans dire , non ci batte propio nessuno , ce l'abbiamo nel dna , fin dall'utero materno : un richiamo ancestrale che ci segue e ci tormenta finchè non gli cediamo , abbandonandoci e perdendoci nelle voluttuose spirali del gusto .
Quindi , vediamo un po'.. come organizzare una cena romantica? Come la farebbe un'italiana ? Dal momento che mio marito l'ho preso per la gola , penso di poter dire qualcosa in merito all'argomento , qualche piccolo suggerimento basato sui miei successi , ma soprattutto sui miei errori , perchè è vero che sbagliando si impara , ma è anche vero che a volte la prima impressione può fare la differenza..

La scelta del menù. 
  • Un piatto deve essere buono , non deve per forza essere chic o alla moda , ma deve soddisfare prima di tutto il palato. Quindi cerca di conoscere i gusti di chi cenerà con te per non sbagliare  . Ricordo di aver domandato a mio marito , la prima volta che l'ho invitato a cena a casa mia , quale fosse il suo piatto preferito e la risposta è stata la pasta alla carbonara : da quel momento ho affinato la tecnica e gli ingredienti di preparazione e la ricetta che cucino ora è lontana anni luce dal piatto di quella sera , è qualcosa che è cresciuto ed è cambiato insieme a noi .
  • Se è la prima cena che organizzi , cerca di scegliere delle ricette in cui ti senti sicuro nell'esecuzione e prepara tutto quello che è possibile in anticipo , evitando di arrivare stressato all'appuntamento e di passare più tempo davanti i fornelli che con il tuo ospite .
  • Non optare per un menù con più di tre portate , deve saziare , ma non mettere al tappeto , ovviamente se vuoi che ci sia anche un dopo cena... I miei prevedono un antipasto leggero , un primo piatto e un dessert .
  • La presentazione : quando il buono si unisce al bello hai fatto Bingo . Un piatto si mangia prima di tutto con gli occhi , quindi presta sempre attenzione all'impiattamento e alle porzioni . Io servo la pasta nei piatti piani e non nei fondi , è una preferenza personale , ma mi permette di servire una giusta porzione senza caricare troppo il piatto .
  • Il vino : non è una scelta scontata e semplice , se non hai particolari preferenze . Ti consiglio comunque un vino a tutto pasto per una questione di praticità . Ti riporto le mie scelte : prosecco di Valdobbiadene (Carpenè Malvolti o Le Fade) se faccio pesce o pasta leggera con verdure ; Chianti classico (La vittoria della selezione Iper)  in tutti gli altri casi  , soprattutto se concludo con un dessert al cioccolato. Comunque non esagerare mai con le gradazioni dei vini a meno che tu non voglia che il tuo ospite cada in un sonno profondo sul tuo divano appena terminata la cena..
L'atmosfera
  • La mia casa non è grande , ma ha un micro-balcone affacciato sui campi e un camino , quindi mi risolve già il problema in ogni stagione . Se non hai nè l'uno nè l'altro trova un angolo della casa , anche insolito , l'importante è creare l'atmosfera giusta . Io trovo molto intimo cenare in cucina , oppure se siete amanti dell'etnico anche su un tavolino basso direttamente sul tappeto . Non esagerare con le candele , basta un tocco e soprattutto attenzione al loro profumo : non deve essere troppo forte per non disturbare il tuo ospite e per non contrastare col profumo delle pietanze.
  • L'apparecchiatura : semplice ed essenziale , curata , ma senza fronzoli , deve invitare a sedersi non intimorire e mettere a disagio . Quindi il consiglio è di apparecchiare e guardare il risultato da lontano come se entrassi in casa tua per la prima volta : può sembrare scontato , ma una prospettiva diversa a volte aiuta a vedere le cose in un modo diverso da quello a cui siamo abituati.
Il resto è tutto quello che non si può spiegare e che riguarda la chimica , le affinità , il gioco di sguardi.. Ma sai  qual'è il bello ? Che uno ci prova , poi può andare bene o male , ma nel provarci , nei preparativi , dalla spesa a quando ti siedi a tavola , è una parentesi di attesa in cui pregusti il piacere . Ti rendi conto che davvero l'attesa del piacere è essa stessa il piacere . Ti auguro di avere tante cene romantiche all'italiana , cioè di avere dei momenti in cui non lasci niente al caso , ma ricopri la persona che ti guarda negli occhi di tutte le attenzioni di cui sei capace . Amore , buon cibo e gusto della vita : penso che siano gli ingredienti imprescindibili per una romantic dinner all'italiana.. da fare in tutto il mondo !

lunedì 22 giugno 2015

Metti una giornata a Expo.. #2

Ci sediamo e scorriamo il menù
, molto fast food , penso , ma i piatti che ci girano intorno sembrano comunque molto curati . Al tavolo vicino infatti arriva un tagliere con un barattolo di vetro , tipo quelli Ikea per la pasta , usato come contenitore per l'insalata e shakerato al tavolo dal cameriere , che ne versa il contenuto nel piatto , il tutto è servito con focaccia . Ordiniamo anche noi : alla fine si opta per due hamburger di maiale con insalata , pomodoro , cetriolini e formaggio olandese ; il bere arriva subito e mio marito sembra molto soddisfatto della sua birra .
Ore 13.59 temporale in arrivo : è bello guardare il cielo che preannuncia pioggia da una rassicurante tensostruttura a vetri . In lontananza una porzione di albero della vita fa capolino da un angoletto e con la sua corte di giochi d'acqua ci guarda pranzare , mentre scorrono lente le immagini dei canali di Amsterdam sul grande televisore di fronte a noi.                                      Finalmente cibo! Mi piace questo tagliere : l'hamburger sarà 150 gr o anche più , servito nella focaccia e con i cetriolini e la salsa cocktail è molto gustoso e , in breve , viene letteralmente "spazzolato".
Il tutto si conclude con un caffè per Gabriele , che mi cede gentilmente il triangolino di cialda al caramello e cannella che lo accompagna . Costo dell'operzione pranzo : 34 €. Ora si parte in direzione del padiglione Italia , preparati alla lunga coda , ma quando arriviamo , grande sorpresa : il mio pancione non passa inosservato e , tramite un comodo ascensore riservato , entriamo nella prima sala , che è dedicata a uomini donne (uno per regione)  paladini dell'eccellenza italiana e innovatori in fatto di agricoltura ed enogastronomia . Per la Lombardia c'è Matteo Brambilla , che ha scelto l'oltrepo pavese per la sua vigna/cantina avveniristica , mentre la Liguria è rappresentata da Ertan Bellolari , albanese di nascita , che lavora la cultivar taggiasca (la mia preferita) e vuole realizzare il sogno di portare il suo olio direttamente al consumatore. Per scoprire gli altri clicca qui. Lasciamo così la sala del "saper fare" e un dissestato percorso costellato da luci strobo ci ammonisce sulle conseguenze della "crescita senza regole", creando un senso di fastidio e disagio in netto contrasto con la successiva sala tutta schermi che ci risucchia letteralmente in un vortice di bellezza : immagini delle innumerevoli opere d'arte disseminate sul territorio italiano e proiettate come un caleidoscopio sulle pareti , il soffitto e il pavimento della sala ( meno male che ho bevuto solo acqua! ) . Di tutta questa meraviglia non conosco quasi nulla , il segreto viene svelato nella parte successiva dove ai capolavori ammirati poco prima viene dato un nome e un luogo di appartenenza ; penso che ho ancora tanto da scoprire di questo meraviglioso paese a cui sono fiera di appartenere ! Prima di uscire ci concediamo un altro lusso : un percorso sensoriale al buio ; catapultati in un mercato siciliano abbiamo riconosciuto i frutti e gli ortaggi al tatto e sentendone il profumo , guidati da Federica , una ragazza non vedente che in 15 minuti è riuscita a concentrare la nostra attenzione sui quattro sensi che ci rimanevano , ma mi ha comunque fatta sentire sicura nonostante non fossi abituata ad una situazione così . Usciti abbiamo trovato una sorpresa che non svelo , perchè se non ci sei ancora stato ad Expo , non te la voglio rovinare . Le idee per il futuro concludono il padiglione Italia e prima di uscire facciamo un giro nello store ufficiale dove sono in vendita anche i prodotti di Peck , che fra l'altro occupa il quarto piano con il suo ristorante. 
Quando si esce è tanto caldo e allora "Respira e goditi il padiglione Austria" : immersi nella frescura di un vero bosco , spezziamo la calura e sono indecisa su cosa gustare , visto che abbiamo trascorso quasi due ore a palazzo Italia , mi è venuto un certo languorino .
Vengo subito calamitata da un invitante strudel , ma poi opto per un piccolo gelato ai sentori del bosco (2€) , che prendo dal freezer in una scatolina , quasi fosse un gioiello . Gustoso e rifrescante mi rigenera e ripartiamo nel nostro giro , dopo aver ricaricato le scorte d'acqua alle fontanelle austriache.
Sono ormai passate le 5 p.m e la stanchezza comunque si fa sentire , facendoci saltare i padiglioni con troppa coda , anche se per l'Ecuador abbiamo fatto un' eccezione : solo 10 minuti di attesa in fondo , per un percorso molto curato fra i quattro mondi e quattro climi di questo paese fiero della propia evoluzione culturale in atto da tempo.
Bello il negozio di prodotti tipici con cioccolato e zafferano a farla da padroni , ma se ci ritorno mi compro un vero panama!
 
Con Qatar , Oman e Marocco si conclude il tour : li volevo propio visitare perchè mi attiravano già solo a vederli dall'autostrada e le mie attese non state deluse ! Tutto mi affascina a partire dall'architettura , in particolare il Qatar con il suo cestino-gioiello-paniere che troneggia sulla sommità del palazzo
Paesi caparbi che non si sono rassegnati alla penuria d'acqua , cercando modalità di coltivazione alternative e che valorizzano le loro tipicità come il miele , la rosa e per il Marocco anche l'ostrica e le olive. La loro cucina è frugale e fatta di piatti semplici . Mi sarabbe piaciuto cenare in Qatar , ma ho avuto un secco dieniego dal "palatoscettico" al mio fianco e a malincuore ho lasciato questo meraviglioso mondo . Ne ho capito solo in seguito  il motivo , quando mi sono accorta che mio marito puntava deciso allo spazio della birra Moretti e si è gustato una "regionale toscana" in tutta calma , nonostante intorno a noi ci fosse aria da diluvio universale . La temperatura sarà calata di 10° e la gente corre a ripararsi , noi si va all'abero della vita a vedere lo spettacolo dei giochi d'acqua , sulle note di Vivaldi e Jovanotti . Sento freddo , ma fingo indiffererenza , anche se ho una giacchetta nella borsa..Motivo : ho appena fatto un tatuaggio all'henné in Qatar e non si è ancora seccato e non lo voglio assolutamente rovinare , perchè mi dovrà durare almeno per 15 giorni . La pioggia comunque non accenna a smettere , anzi , intesifica la sua furia , diventando ben presto una bomba d'acqua , creando un fuggi fuggi generale . Tutti nel padiglione Liguria ! Cavoli , non se l'aspettavano tanta gente così e allora ritirano i tablet dalle pareti ! Ma sono sono le 20.30 - penso- chiudono ora ? Appena si può usciamo , io ho fame e ripropongo il Qatar , ma visto che ho già scelto per il pranzo , accetto la proposta di mio marito e si ritorna in Belgio , che in fondo si trova vicino alla nostra uscita . Entriamo ed è un caos , perchè la pioggia si è rivelata vera guastafeste , mettendo fuori uso il dehors con i vari tavolini . Ci dicono che il ristorante è al completo , ma i nostri occhi sono più lunghi dei loro : c'è un piccolo tavolo per due nel mezzo della sala , solo ed abbandonato e così ci fanno sedere , perchè di fronte all'evidenza e a una donna incinta.. Noto che i camerieri sono in buon numero in proporzione alla clientela , ma tuttavia è il regno della disorganizzazione : ci apparecchiano senza pulirci il tavolo , ma il maitre prontamente rimedia . Il menù non prevede molti piatti : buon segno  e ordiniamo due spezzatini alla fiamminga con acqua e birra . L'attesa è davvero lunga e l'unico cameriere che parla italiano si scusa col tavolo a fianco , svelando che è il primo giorno di apertura del ristorante e che i clienti sono arrivati tutti insieme , creando un po' d'impasse in cucina . Penso che non sia una giustificazione plausibile , dal momento che i piatti escono , ma purtroppo non sanno chi li abbia ordinati e allora li scambiano , proponendoli come omaggio della casa ai tavoli che aspettano da più tempo . A noi viene portato un antipasto con burro salato e olive , un mix italo-fiammingo molto azzeccato ; purtroppo però , quando si aspetta troppo , anche la fame si stanca e passa e quando arrivano i nostri spezzatini non ne possiamo godere appieno .
Peccato perchè sono squisiti : la carne si scioglie in bocca come burro e le patatine fritte hanno la giusta croccantezza fuori e il sapore della patata al cartoccio all'interno .
Spendiamo in totale 39€ , loro si scusano davvero tanto per il ritardo e ce ne andiamo riguardando le meravigliose sculture di cioccolato viste dieci ore prima . Chiudiamo come abbiamo aperto , perchè ormai i padiglioni sono quasi tutti chiusi e insieme ad una sana stanchezza ci accompagnano all'uscita . Una volta alla macchina riguardiamo Expo da fuori e ora riconosciamo tanti luoghi e alla fine di questa giornata ci sentiamo felici .
Grazie Expo , perchè ci hai fatto conoscere tanti mondi a noi finora sconosciuti , grazie perchè ci hai stimolato , ma non saziato , dandoci la voglia di tornare ancora ; grazie a tutti coloro il cui lavoro ci ha permesso una giornata spensierata , soprattutto alle forze dell'ordine che hanno vigilato su di noi dentro e fuori Expo . Grazie ragazzi e arrivederci a presto !



giovedì 18 giugno 2015

Le penne di Gabriele

No , non sto parlando di quelle che ha in testa al mattino , appena sveglio e che lo
fanno assomigliare a un gufo reale , ma penne come formato di pasta , che sono anche le sue preferite . Oggi alle ore 12.15 , mentre stiro le ultime cose , provo ad accennare la questione pranzo , ma non vengo nemmeno calcolata , quindi lascio perdere , perchè tanto non c'e peggior sordo di chi non vuol sentire.. In fin dei conti so che la fame lo prenderà all'improvviso  e allora sarà costretto ad affrontare la cosa seriamente . In effetti così è : si alza di scatto e mette sul fuoco una pentola con circa 4 litri d'acqua da far bollire ; mi permetto di far presente che io la pasta non la voglio , ma la rivelazione lo lascia indifferente . Scartabella on line per trovare chissà cosa , avvolto in un alone di mistero , ma si deve arrendere : chiude di scatto il pc e pronuncia una delle frasi che preferisco :"Mi serve il tuo aiuto , amore". Ci dirigiamo a grandi passi  verso il frigo da cui lui estrae un pezzetto di pancetta (che in casa non manca mai) e del taleggio comprato ieri : questo è tutto ! Sogghigno per la semplicità della questione , ma non lo do a vedere , anzi sono prodiga di consigli che lui segue alla lettera come un bravo scolaretto.. Alla fine ne risulta un buon piatto che lui mangia avidamente come un bimbo felice , mentre al telegionale passano le immagini di Michelle Obama in visita ad Expo e dico ad alta voce :"C'è sempre una grande donna a fare la differenza!".  

Penne di Gabriele


Ingredienti
per una persona affamata

85 gr di penne
30 gr di pancetta affumicata
65 gr di taleggio
un ciuffo di prezzemolo tritato

-Fai bollire una pentola d'acqua , nel frattempo scotenna la pancetta e tagliala a listarelle . Togli la crosta al taleggio e taglialo a dadini.
-Butta la pasta , fai rosolare la pancetta in una padella a fiamma media , schiacciando la parte grassa con una forchetta . Quando mancano due minuti alla cottura delle penne , aggiungi il taleggio alla pancetta , allontanando la pentola dal fuoco , allunga con un cucchiaio di acqua di cottura della pasta , fino ad ottenere una crema.
-Scola la pasta e fai saltare con il condimento a fiamma bassa.
-Impiatta e rifinisci con il prezzemolo tritato.
Dopo 5 minuti..
 

mercoledì 17 giugno 2015

Metti una giornata a Expo..#1

Lunedi 15 giugno 2015 è il giorno stabilito per Expo e tutto è stato preparato con cura nei giorni precedenti onde evitare soprese dell'ultimo minuto : biglietti acquistati tramite punti Esselunga (con un forte risparmio rispetto al prezzo intero) , convertiti in data fissa e parcheggio a Rho-fiera già prenotato e pagato da sabato sera. Ciliegina sulla torta : la pioggia del giorno prima , che ha smorzato quella calura insopportabile dei giorni addietro. Morale, alle 9.45 si parte, mio marito e io, col mio pancione, un paio di jeans- leggins molto comodi (soprattutto sul giro vita) , una canotta e una grande borsa con scorte idriche. Tutto fila liscio perchè nel giro di 20 minuti arriviamo e parcheggiamo, solo 10 minuti per percorrere il sottopasso fresco e coperto che porta all'ingresso di Expo. Possiamo già saltare le code della biglietteria e gli attenti volontari , notando il mio "carico sporgente" ci dirottano verso la corsia d'entrata con precedenza : mi sento già una privilegiata.
Il padiglione zero si staglia davanti a noi come una grandiosa porta d'ingresso a un mondo magico: richiamo alla mente le immagini del suo interno viste in televisione e decidiamo , seppur a malincuore, di passare oltre per non affrontare già da subito una lunga coda. Aggiriamo quindi il "Divinus halitus terrae" ed eccoci già subito immersi in un caleidoscopio brulicante di persone , culture , profumi e colori che non aspettano altro che farsi scoprire da me. Sono desiderosa di immergermi e di nutrirmi di tutto questo, almeno per le prossime undici ore non voglio pensare ad altro e iniziamo il nostro giro senza un programma o una meta , ma con la sola voglia di saziare la nostra curiosità!
Ci sembra rispettoso iniziare con il Nepal e siamo subito catapultati in un tempio induista curatissimo nei suoi lignei dettagli architettonici.
Il Belgio segue subito dopo : un altro mondo rispetto al precedente con un profumo di legno che ci accompagna per una leggera salita che si fa volentieri , per ammirare un maitre chocolatier all'opera, circondato dalle sue sculture di cioccolato. Cioccolatini, birra e gioielli esposti in vetrina a sottolineare le eccellenze del paese. Comprerei volentieri una scatola di "Guylian", i nostri cioccolatini preferiti, ma il caldo delle 11.15 a.m , mi scoraggia subito!
Comunque seguiamo questa scia golosa e ci tuffiamo nel cluster di cacao e cioccolato e per la prima volta vedo dal vivo una fava di cacao, c'è anche profumo, ma proviene dai vari chiostri a tema, posizionati tra i vari paesi: cioccolata calda al peperoncino, blocchi di farro fodente e variegato banana mi catturano..meno male che c'è mio marito che mi riporta alla dura realtà, trascinandomi al prossimo padiglione!
Regno Unito: veniamo accolti da un labirinto di erbe efiori di campo e non ci capisco molto e la frase dietro le mie spalle "Bisogna chiamare il nonno, che c'è l'erba da tagliare!", mi fa intuire che non sono l'unica. Tante arnie in legno alla fine del percorso: ci guardo dentro e ci vedo il logo di Masterchef e ci capisco ancora meno.. Colonnine da cui si sente il ronzio delle api ci attirano alla base di un' avveniristica torre di alluminio e plexiglas , che forse vuole riprodurre un alveare umano, su cui saliamo: bella la vista e la terrazza su cui si può degustare il fish and chips. Chiedo scusa ladies and gentleman, ma sono un po' perplessa da tutto ciò...
Meno male che c'è l'Ungheria a rinfrescare i miei neuroni con suoni e immagini di cascate di acqua cristallina in un padiglione molto semplice, ma ricco di tradizione: due ricamatrici e un pittore di manufatti in legno fanno da cornice ad un futuristico pianoforte a coda che sembra voler prendere il volo. "Siete cio' che mangiate e ciò che bevete" , recita il motto a caratteri cubitali scritto sulla parete, mentre decine di mazzi di peperoncino colorano e profumano con un leggero pizzicore tutto il soffitto. Al piano superiore terrazza- ristorante con gulash. Brava Ungheria: tanto buon gusto!
Arriva uno dei momenti clou della giornata: il padiglione del vino con le sue 1.400 etichette! Devo dire che è bellissimo, a partire dal percorso che coinvolge i quattro sensi (che sono anche i soli che mi posso permettere!) al piano inferiore : la frescura , come se si fosse in una vera cantina , i colori del vino in altrettante bottiglie e i profumi ricreati in apposite teche, il tutto avvolti da una musica operistica che inebria la mente e il cuore.
Al primo piano c'è la degustazione, ma io mi devo astenere, osservando e invidiando mio marito, che invece con soli 10€ si è accaparrato una scelta di tre nettari degli dei da assaporare, nonchè un calice di vetro che si terrà di ricordo..Comunque lo seguo e lo consiglio: 1-Brunello di Montalcino "Camigliano" . Cerco a questo punto nella zona " Grandi marchi e Gran Cru" il mitico Sassiccaia, (e quando ci ricapita di assaggiarlo?) ma, non trovandolo, chiedo a una sommelier, che mi fa capire che un'etichetta del genere non ha bisogno di pubblicità, quindi non è presente nella scelta. Peccato, penso, in fondo un po' di bellezza alla portata di tutti ogni tanto non farebbe male.. 2-Guidalberto tenuta san Guido (stesso produttore Sassiccaia a quanto ci dicono) 3-Schioppettino di Prepotto (il mio preferito dopo il Chianti classico). Usciamo e guardando il sorriso un po' ebete di Gabriele, penso che sia molto soddisfatto della visita.. Il padiglione in effetti è davvero ben studiato e lo consiglio come tappa obbligata di Expo!
I cugini d'oltralpe ci accolgono a casa loro e sono davvero curiosa, dal momento che ne avevo sentito parlare molto bene.
In effetti è così: bel padiglione con un percorso fra le colture tipiche delle varie regioni di Francia, mentre all'interno bottiglie, mestoli , piatti e pentole appesi alle pareti e in bella vista nelle teche, come a ricreare un' immagine di fattoria di lusso. Bella l'idea delle cupole sensoriali, fra cui quella che riproduce le voci degli chef e il rumore di una cucina; molto chic i nomi degli chef stellati, ognuno accanto ad una costellazione.
 Penso che alle 13.50 ho fame e al piano superiore ci attende il "Café des chefs": leggendo il menù giudichiamo i piatti abbordabili per le nostre tasche, non così purtroppo per le bottiglie in carta e , non vedendo la possibilità di singoli calici, desistiamo. Lì a fianco i cordiali Paesi Bassi ci aspettano con la loro eat street , piena di furgoni del gusto e il ristorante al coperto e al fresco in cui ci sediamo..
Continua..