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sabato 31 ottobre 2015

Per forza Halloween

Festa anglossasone dalle radici celtiche, nata per celebrare il passaggio dalla stagione calda a quella fredda, Halloween pian piano si è insinuata anche alle nostre latitudini, riempiendo di gadgets e dolcetti a tema i banchi dei supermercati almeno da quindici giorni a questa parte. Ammetto di non essere una patita di questa festa, ma ogni occasione è buona per banchettare e sperimentare nuovi accostamenti nel piatto. Guarda caso, giusto qualche giorno fa, ho ricevuto questo cesto pieno di ogni ben di Dio direttamente dall'orto di casa dei miei: tante verdurine super biologiche e a km0 fra cui spicca, come una regina in mezzo alla sua corte, un bel quarto di zucca verde-arancio. Quindi come esimermi dallo scendere in campo per gettarmi nella mischia delle ricette halloweeniane?!2015-10-17 18.18.48 Ho provato in tutti i modi a domare questa cocciuta cucurbitacea, ma niente, si ribellava, quasi non gradisse le mie attenzioni e i miei riguardi nel volerla inserire in biscotti, gnocchi o pasta. Mi sono domandata il perchè e alla fine ho capito, l'ho guardata negli occhi e le ho sbattuto in faccia la verità, tutta d'un fiato: "Zucca, non c'è amore fra noi, non mi piaci propio, è tutta una questione di chimica e fra noi la scintilla non è scoccata e probabilmente non scoccherà mai!" Insomma ho messo le cose in chiaro, ma la questione "ricetta per Halloween" doveva in qualche modo risolversi e io non volevo gettare la spugna, ma come risolvere la cosa? Ci sono riuscita pensando al film "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno" in cui la moglie cicciottella si sente un po' trascurata dal marito patito di partite televisive e le tenta tutte per attirare la sua attenzione, ma ci riesce solo quando inizia a trascurarlo e così ho fatto io. La zucca è stata ignorata e relegata ai piani inferiori del frigorifero, mentre le venivano preferite insalate, carote e melanzane, finchè non ce l'ha più fatta e ha implorato il mio perdono, chiedendomi di venire inserita in qualsivoglia ricetta io scegliessi. L'ho gettata allora in malomodo nell'impastatore in compagnia di altri ingredienti, per non darle troppa soddisfazione e alla fine ho trovato la mia ricetta per stasera: pane morbido in cassetta alla zucca, un pan carré davvero versatile sia a colazione con la Nutella, sia per un toast a mezzogiorno. E' molto facile da realizzare, solo qualche accorgimento in cottura. Stasera comunque la passerò a cucinare biscotti per domani, festa di tutti santi, perchè in famiglia abbiamo sempre preferito loro alle zucche vuote!

Pane in cassetta alla zucca

Ingredienti
110 gr di manitoba
110 g di farina 00
100 gr di polpa di zucca cotta al forno
125 gr di latte
5 gr di lievito di birra
25 gr di burro
10 gr di zucchero
5 gr di sale
  • Impasta le farine con il lievito e metà del latte, aggiungi la zucca e lo zucchero, l'altra metà di latte e quindi il burro morbido a dadini, da ultimo unisci il sale. Rovescia il composto su un piano infarinato e finisci di impastare a mano, mettilo quindi in una ciotola coperta con della pellicola e metti a lievitare nel forno spento per circa 2 ore.
  • Riprendi l'impasto e stendilo in una striscia di 60 cm x 20 cm e arrotolalo e sistemalo in uno stampo da plum-cake imburrato, copri con la pellicola e fai lievitare finchè l'impasto non raggiunge il bordo dello stampo.2015-10-29 15.56.46
  • Cuoci in forno statico per 15 min a 200°, sforna, togli dallo stampo e abbassa il forno a 150°. Rimetti il pane in forno e cuoci con la crosta rivolta verso il basso per altri 15 min.
  • Sforna e consumalo entro 24 ore oppure puoi congelarlo anche già tagliato a fette.2015-10-30 09.15.15

giovedì 29 ottobre 2015

Un buffet speciale

Domenica è stata una giornata speciale, il giorno del battesimo di Francesco e io e il suo papà abbiamo voluto festeggiarlo insieme alle persone più care. Dopo la cerimonia, che si è svolta nel pomeriggio, abbiamo optato per un buffet che placasse l'appetito, ma non desse il vincolo di una cena vera e propia. Per non sbagliare ci siamo rivolti ad Alfredo, amico e vero professionista nel settore della ristorazione che aveva già organizzato il pranzo del nostro matrimonio. Al piano superiore del ristorante ci aspettava una sala tutta per noi , uno spettacolo per gli occhi e per il palato con tre tavoli imbanditi di ogni ben di Dio, il tavolo reale per 22 persone era davvero cosa da re: mise en place perfetta, nessun dettaglio lasciato al caso. Il tardo pomeriggio con il buio arrivato presto è scivolato nella sera senza che ce ne accorgessimo, deliziati e inebriati da un'atmosfera che sembrava magica, una bolla di felicità in cui non pensi ad altro se non al momento felice che stai vivendo. Un sincero grazie a tutti coloro che hanno lavorato per noi e che hanno coronato una giornata per noi così speciale!2015-10-25 17.57.35

Menù di Francesco

Gli stuzzichini

Sfogliatine salate, ciotoline di verdure pastellate, arancini di riso,
brioches salate ai cereali,
fiori di zucca fritti, canapé gelatinati.

Antipasti di terra

Crudo di Parma, salame nostrano, coppa, di Langhirano,
bresaola, insalata russa,
paté di vitello, porcini freschi trifolati,
salsicce alla brace, polenta e funghi spadellati

Antipasti di mare

Carpacci affumicati di spada, salmone e tonno,
capesante gratinate, insalata di mare, spiedini di seppia panati,
chele di granchio fritte.

I primi

Risotto ai funghi ,
Gnocchetti verdi al Castelmagno e miele

I dolci

Cialda di gelato alla vaniglia con frutti di bosco
Torta chantilly
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sabato 24 ottobre 2015

A prova di Einstein

Albert Einstein sosteneva che hai ben compreso una cosa solo se sei in grado di spiegarla a tua nonna e se l'ha detto lui c'è da credergli, però, per come la vedo io, a volte non bisogna per forza scomodare una nonna, basta prendere una come me, per esempio, per mettere a dura prova le capacità esplicative di chicchessia. Chiamalo mea culpa o come vuoi tu, ma a volte mi rendo conto di fare molta fatica a capire ciò che tanti altri afferrano in un attimo. Porterò qualche semplice esempio per avvalorare la mia tesi:
  1. Due mesi fa, con una pancia al nono mese di gravidanza, mi trovavo al supermercato al banco gastronomia, al che la signora che mi stava tagliando il prosciutto mi chiede gentilmente:"Le manca ancora molto, signora?". "No -rispondo io- solo un etto di mortadella e poi ho finito." " Intendevo il bambino, quanto manca al parto?"
  2. Ci ho messo circa un mese a capire come estrarre la carrozzina di mio figlio dal suo supporto su ruote, quando mio marito ci ha messo circa un nanosecondo.
  3. La prima volta che ho portato mio figlio fuori in macchina ho impiegato circa 10 minuti buoni e un bel po' di sudore per estrare l'ovetto dalla macchina, salvo scoprire dopo che il procedimento era spiegato tramite disegni sull'ovetto stesso.
Potrei continuare, parlando del mio modo di guidare, della mia incapacità a fare i conti a mente (uso ancora le dita), della mia mancanza di tecnologizzazione, ma preferisco fermarmi qui. Sono convinta comunque che il problema non dipenda da me, bensì dalla mia grandiosa e fuori dal comune capacità di evasione mentale. Lo ammetto, non perdo occasione per evadere, ma purtroppo è una cosa che non posso controllare, la mia mente spazia in universi sconosciuti e catalizzare la mia attenzione è impresa titanica. La cosa può sembrare cerebralmente invalidante, soprattutto dal punto di vista logico-razionale, ma io, invece, mi ritengo molto fortunata, perchè il mio cervello è un autentico crocevia di idee che si scontrano e si spintonano e prendere al volo quella giusta non è semplice, ma quando mi riesce è una gran soddisfazione! Insomma che la mia testolina mi permette anche di prendermi le mie rivincite come domenica scorsa, quando sono riucita durante la mattina a creare questo vassoio di piccola pasticceria (anche la sfoglia dei cannoncini è fatta dalle mie manine). Trenta sablées al cioccolato e quindici cannoncini alla crema: e chi se lo aspettava da una quarantenne un po' svampita, che, anche se ce la mette tutta non riesce a terminare una cosa, se prima non ne inizia almeno altre due?! Quindi, riassumendo, non ho grandi capacità logico-matematiche, ma credo nell'estro, nella passione e nella creatività che mi permettono di sorridere dei miei difetti e degli innumerevoli errori in cui incorro ogni giorno.
"Una persona che non abbia mai commesso un errore non ha mai cercato di fare qualcosa" (Albert Einstein)
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Sablée al cioccolato

Ingredienti per 30 biscotti
125 gr di farina 00
100 gr di burro morbido
50 gr di zucchero a velo
1 tuorlo
1 pizzico di sale
100 gr di cioccolato fondente 55%
  • Impasta la farina con il burro, aggiungi lo zucchero a velo setacciato e il pizzico di sale. Da ultimo unisci il tuorlo, che deve essere a temperatura ambiente. Forma una palla con la pasta e falla riposare per almeno 30 min in frigo, avvolta in una pellicola.
  • Accendi il forno a 180° statico. Stendi la pasta su un piano infarinato e ricava i biscotti della forma che vuoi. Cuoci per circa 12/15 min (appena si coloriscono sono pronti). Sforna e fai raffreddare.
  • Sciogli il cioccolato a bagnomaria e intingi i biscotti per ottenere l'effetto bicolore. Falli raffreddare sulla placca che hai usato per cuocerli o su una gratella per dolci.
P.S La ricetta della frolla sablée è di Michel Roux ed è la migliore che io abbia mai provato!2015-10-18 13.04.22

lunedì 19 ottobre 2015

La tavola dei 40

Mercoledi sono entrata a pieno titolo nel nutrito e prestigioso (almeno secondo me) club degli "anta"ed è stata una giornata diversa dalle altre. Sembra ovvio che il giorno del compleanno sia diverso da tutti gli altri giorni dell'anno, nel bene o nel male è sempre un giorno di bilanci, ma i 40 anni, soprattutto per una donna, non sono semplici da accettare o almeno così si dice.. Per me invece è stato strano, perchè quest'anno avevo proprio voglia di festeggiare, cosa che non facevo da quando ho compiuto i miei primi 20, ma non rimpiango niente del tempo che è passato e se devo essere sincera mi piaccio di più ora: meno ingenua, più paziente, più vecchia, più rughe, più felice! Sono grata per quello che ho ricevuto in tutti questi anni, per i momenti felici e anche per ricordi un po' meno belli, che comunque mi hanno fatta crescere e arrivare dove sono ora e guardo con fiducia a tutti i traguardi (e sono convinta che saranno parecchi) che ancora avrò da raggiungere in futuro. Ora inizia il mio secondo tempo e non ho intenzione di perdermelo per nessun motivo!2015-10-14 20.09.34
Menù dei 40
Brioches gamberi e San Daniele
Penne al ragù di branzino
Girasoli di sfoglia
Brutti ma buoni

Brioches mazzancolle e San Daniele

Ingredienti per 12 brioches
1 rotolo di pastasfoglia
12 code di mazzancolle o gamberi surgelate
6 fette di San Daniele
semi di papavero
  • Scongela le code di mazzancolle, togli il carapace e il budello.
  • Taglia a metà le fette di prosciutto e la pastasfoglia in strisce di 1,5 cm di larghezza
  • Avvolgi le code di mazzancolle con il prosciutto e poi con la striscia di pastasfoglia, completa con i semi di papavero in superficie.
  • Fai riposare le brioches 10 min nel frigo, nel frattempo accendi il forno in modalità statico a 210°.
  • Trasferisci le brioches su una teglia rivestita di cartaforno e cuoci per 15 min circa. Sforna e servile tiepide.2015-10-14 20.47.28

giovedì 15 ottobre 2015

Mente e cuore

Cioccolato e poesia sono un cocktail vincente e te ne accorgi quando sei al supermercato e ti imbatti distrattamente in un tubo di Baci Perugina: di colpo tutto si ferma, i pensieri che affollano la tua mente svaniscono, i tuoi neuroni per una volta fanno silenzio, mentre afferri la confezione pregustandone già il piacere del cioccolatino che lentamente si scioglie sul palato, accompagnato dalla lettura di un piccolo cartiglio. Il piacere è breve, ma in quei 15 secondi hai appagato sia carne che spirito e poi ti rimangono quei fogliettini trasparenti con la scritta blu che puoi sempre collezionare e rileggere all'infinto (io lo faccio) e così facendo capita di imbattersi in una frase come questa: "Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non comprende". La frase è di Blaise Pascal, filosofo, nonchè fisico, matematico e teologo francesce del '600, insomma una mente eletta che si ritrova dopo qualche secolo a conquistare cinque secondi di attenzione popolare solo dopo aver abbracciato una massa di cacao e nocciole. La frase però merita, come del resto ogni singola parola che lui ha messo nero su bianco, perchè, nonostante sembri così smielata e romantica,in essa si nasconde tutt'altra verità e una contrapposizione fra mente e cuore che esula dall'annullare la prima in favore del secondo. "A volte bisogna saper comandare al cuore" è un'altra frase che mi è stata ripetuta qualche anno fa e che si è rivelata profetica, perchè quando il tuo cuore non riesce a fare chiarezza, deve intervenire la ragione a farti aprire gli occhi per rincorrere la luce alla fine del tunnel buio in cui rischi di brancolare all'infinito. Filosofia spicciola oggi, niente di più lontano dalla realtà, una perdita di tempo.. E invece no, perchè la filosofia entra nella vita di tutti i giorni e quando meno te lo aspetti ti ritrovi a fare i conti con un dilemma esistenziale. A me è capitato l'altra sera, quando per dessert avevo preparato una panna cotta al Cointreau con cuore fondente al cioccolato e mi sono sentita rispondere dalla mia metà queste esatte parole:" No, grazie, per me è troppo pesante. Preferisco gli alsaziani." Io invece l'ho mangiata e digerita benissimo! Ma la domanda che mi pongo è questa: fra i due, chi ha usato la mente e chi il cuore? E chi dei due ha fatto la scelta migliore? Gabriele non si è sicuramente appesantito (quindi ha usato la mente), ma con gli alsaziani ha sicuramente ecceduto con il sale, quindi è stata una scelta golosa (cuore) Io ho dato sfogo alla mia passione dolce a dispetto del mio girovita (quindi ho usato il cuore), però ho fatto il pieno di endorfine che ho sicuramente passato al mio poppante, facendogli un gran bene (scelta di mente).. Riassumendo abbiamo entrambi fatto uso di cuore e mente, ma è sano di mente uno che rifiuta un dolce così?!! Finale della storia: mi pare giusto appagare sia carne che spirito e quale sia la parte più importante non lo so, ma mi fido di Blaise (Pascal), ma anche di sant'Agostino che ha detto:"Ama e fa' ciò che vuoi". Quindi, Gabriele ti amo tantissimo e mi perdonerai sicuramente se mi mangio anche la tua porzione di panna cotta!
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Panna cotta al Cointreau con cuore fondente

Ingredienti per due persone
2 stampini da Bundt o da ciambelline
olio di semi q.b
250 ml di panna fresca
50 gr di zucchero semolato
2 cucchiai di Cointreau
4 gr di gelatina in fogli (circa i 3/4 di un foglio)
40 gr di cioccolato fondente al 55%
15 gr di burro
  • Metti la gelatina ad ammollare in una ciotolina con acqua fredda. Ungi gli stampini con dell'olio di semi.
  • In un pentolino mescola metà dello zucchero con la panna e i due cucchiai di Cointreau e porta il tutto vicino al punto di bollore. Spegni e mescola anche l'altra metà dello zucchero, a questo punto unisci la gelatina strizzata e falla sciogliere. Versa negli stampini e riponi in frigo per almeno 3 ore.
  • Poco prima di servire sciogli il cioccolato con il burro a bagnomaria. Sforma la pannacotta su un piattino e versa nel foro di questa la salsa al cioccolato. Servi subito.2015-10-01 13.34.47

giovedì 8 ottobre 2015

Come Vianne Rocher

Vianne-in-the-Chocolat-movie-600x347In genere i film che si rifanno a un libro non sono altro che la brutta copia di quest'ultimo, forse perchè non c'è pellicola che può reggere il confronto con quello che la cara vecchia carta stampata può sull'immaginazione di chi legge. Di solito è così, però, come si suol dire, c'è sempre un'eccezione che conferma la regola ed è propio il caso di "Chocolat" e della figura di Vianne Rocher, la strega-pasticcera protagonista della storia, che viene presentata con sfumature differenti fra carta e pellicola, ma in entrambi i casi sempre affascinante e seducente grazie alla sua abilità di curare l'animo umano attraverso il cioccolato. Già, perchè quando "Quella zaffata di cioccolato ti prende all'improvviso" non puoi resistere.. e allora le cedi, lasciandoti torturare di piacere.. Quale potere nell'abilità di chi cucina, nel trovare l'ingrediente segreto e quasi magico che può rendere arrendevole chiunque, anche solo per una frazione di secondo! "Assaggiami, provami, gustami.." è la frase magica che mormora Vianne, mentre prepara le sue delizie al cioccolato.. "Assaggia, è il tuo preferito"..e ancora: "Sono brava a indovinare i gusti della gente" è quello che lei ripete spesso nel film e quanto le invidio quella capacità di capire gli altri, conquistando il loro palato. Se ci penso bene però, con una punta di presunzione, sono anch'io Vianne Rocher quando preparo i miei biscotti "Brutti, ma buoni", che, pur non avendo nemmeno una punta di cioccolato, sono davvero magici. Piccole meringhe alle nocciole che si sciolgono in bocca e a cui nessuno sa resistere (anche quel palatoscettico di mio marito ha dovuto capitolare!): sono il mio cavallo di battaglia, la ricetta che mi rappresenta più di tutte. Te la lascio nella speranza che anche tu ti possa sentire un po' speciale, come succede a me, quando guardo i volti compiaciuti di chi assaggia: una piccola coccola che può farti dimenticare tutte le ansie della vita, anche solo per un breve istante di piacere che dal palato arriva alla mente e al cuore. Unico accorgimento: maneggiali con attenzione, creano dipendenza!

Brutti ma buoni

Ingredienti per 25 biscotti circa
2 albumi
150 gr di zucchero semolato
125 gr di nocciole pelate e tostate
  • Accendi il forno a 140° statico. Trita le nocciole al coltello grossolanamente e scaldale in forno per circa 10 min su una teglia rivestita di cartaforno.
  • In una casseruola monta gli albumi a neve con metà dello zucchero. Aggiungi le nocciole calde e l'altra metà dello zucchero, mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto per non smontare il composto.
  • Scalda il composto a fiamma bassa senza smettere di mescolare. Quando tenderà ad attaccarsi al fondo della pentola, spegni e fai riposare 10 min lontano dal fuoco.
  • Riprendi il composto e, aiutandoti con due cucchiaini, forma dei mucchietti e adagiali sulla teglia che hai utilizzato per scaldare le nocciole.
  • Cuoci in forno per 45/50 min.Saranno pronti quando inizieranno a creparsi e a formarsi delle bollicine. Trascorso il tempo, apri leggermente lo sportello del forno e lascia raffreddare così. Conserva i biscotti in barattoli ermetici: dureranno più a lungo e si seccheranno all'interno, migliorando il loro gusto.2015-05-17 19.38.27

venerdì 2 ottobre 2015

Grazie nonni!

Avevo già terminato di scrivere questo post, ma, nel cercare una foto da pubblicare, mi sono imbattuta in questa notizia, che mi ha fatto riscrivere tutto:"Il nonno defunto bacia la nipote non ancora nata." Il fatto risale al 2013, ci si può credere o meno, ma mi sembra giusto soffermarmi su quell'immagine, propio oggi che è la festa dei nonni e non a caso anche quella degli angeli custodi. In fondo un nonno è propio questo, un angelo che protegge il propio nipote a dispetto di tutto e tutti, anche della morte.Io ci credo e non è un caso che io sia finita ad abitare dove mia nonna ha vissuto per cinquant'anni e dove mi ha regalato tanti bei momenti, che sono diventati i ricordi più belli della mia infanzia. Non ho avuto la fortuna di conoscerli tutti, i miei nonni e nemmeno mio figlio lo potrà fare, ma quando l'altra settimana ha guardato la foto della sua nonna, morta tanti anni fa, i suoi occhi si sono fermati su di lei, quasi incantati. Lo so che i bambini così piccoli hanno una vista molto sfocata, ma mi è sembrato propio che Francesco e la sua nonna si conoscessero già prima di quel momento e io voglio credere che sia propio lei il suo angelo custode. Grazie a tutti nonni per i sacrifici che fanno per stare vicini ai loro nipoti, tanti auguri a tutti voi!nonni

Tortine con cuore di cioccolato e pere

Ingredienti per 12 tortine
80 gr di farina di riso
100 gr di zucchero a velo
40 gr olio di semi di mais
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 uovo
2 albumi
1 pizzico di sale
1 pera matura (circa 130 gr)
40 gr di cioccolato fondente al 55%
1/2 cucchiaio di zucchero semolato2015-10-02 12.24.26
  • Accendi il forno a 180° statico. Prendi uno stampo da 12 muffin e rivesti con 12 pirottini di carta.
  • Sbuccia la pera e tagliala a dadini. Trita il cioccolato fondente al coltello. Cuoci la pera su fiamma bassa con 1/2 cucchiaio di zucchero semolato per 10 min, fino ad ottenere quasi una purea. Aggiungi il cioccolato e mescola fino a che non si sarà sciolto. Tieni da parte in una ciotolina.
  • Monta con le fruste elettriche l'uovo intero con lo zucchero a velo (io l'ho fatto a bagnomaria) per 10 min, finchè non diventa un composto bianco e spumoso.
  • In una ciotola mescola la farina, il bicarbonato e il sale. Uniscili al composto di uovo e zucchero, alternano con l'olio di semi di mais. Completa con gli albumi montati a neve, mescolando delicatamente.
  • Trasferisci il composto in una brocca e versa nei pirottini, riempiendoli fino a metà. Versa un cucchiaino di composto di pere e cioccolato all'interno di ciascun pirottino. Cuoci per 15 min, sforna e fai raffreddare.2015-10-02 13.30.02

giovedì 1 ottobre 2015

Scherzi da poppante

Mio figlio di soli 27 giorni a detta di tutti è uguale al papà, con buona pace della mamma, che comunque sa che nessuno lo conosce meglio di lei. Cosa scontata, dirai tu, ma pare che ci sia la fila di persone che voglia spiegarmi come si fa a fare la mamma: dai professionisti del settore fino ad arrivare a chi non ha mai partorito in vita sua, perle di saggezza rotolano intorno alle mie zampe porcelline. E allora una povera neo mamma, fra un errore e l'altro, che deve fare per il bene del suo bambino? Non lo so, i bambini sono uno diverso dall'altro e non esiste una regola certa per far sì che non piangano o per interpretare nella maniera corretta i loro vagiti. L'unica cosa che non posso impedirmi di fare è questa: sbagliare. L'imperfezione e lo sbaglio ce li ho nel dna ed è con i miei errori, le mie interpretazioni sbagliate che sto imparando a conoscere mio figlio e lui imparara a capire la sua mamma, perchè se è vero che madre e figlio cominciano a conoscersi prima degli altri è anche vero che dopo la nascita devono imparare a capirsi e la cosa non è nè semplice nè scontata. Alla fine c'è una sola persona che mi può indicare la strada giusta da percorrere ed è il mio bambino, il primo che deve essere ascoltato e tutti gli altri se ne facciano una ragione! Non ha nemmeno un mese di vita, ma il mio piccolo ha già il suo caratterino, infatti è da diversi giorni che la mattina si sveglia urlando come un'aquila per la fame, allora andiamo in cucina, gli preparo un biberon di latte per la poppata mista e quando mi volto si è riaddormentato e ora chi lo sveglia più? Insomma che dopo diversi tentativi di risveglio, mi arrendo ai suoi tempi e giungo ad una conclusione: il poppante mi prende in giro, quindi è vero che è tutto suo padre! Allora mentre aspetto provo a cucinare qualcosa, almeno mi avvantaggio per il pranzo e compongo un piatto che non facevo da tempo: un flan doppio gusto, che entra a pieno titolo nell'autunno, ma strizza ancora l'occhio all'estate grazie alla zucchina (fresca di orto!) e al profumo del basilico. Devo ringraziare Francesco e i suoi "scherzetti" per avermi dato l'ispirazione, magari un domani questa ricetta piacerà anche a lui..puffi-da-colorare-disegno-21

Flan di zucca e zucchina con fonduta di stracchino profumata al basilico

Ingredienti per 4 flan
50 gr di zucchina
50 gr di zucca già pulita
1 scalogno piccolo
2 uova
1 cucchiaio di grana grattugiato
250 ml di panna fresca
100 gr di stracchino
basilico fresco
noce moscata
sale e pepe q.b
olio d'oliva
  • Grattugia la zucca e falla asciugare in un padellino con un filo d'olio e metà dello scalogno tritato per circa 5 min. Tieni da parte e ripeti il procedimento con la zucchina.
  • Sbatti le uova con 125 ml di panna, il parmigiano, regola di sale e pepe e aggiungi una grattata di noce moscata.
  • Frulla metà del composto di uova con la zucca e tieni da parte. Ripeti l'operazione con la zucchina.
  • Accendi il forno a 200° ventilato. Imburra e infarina 4 stampini da muffin usa e getta.e riempili circa a metà con il composto di zucchina, ponili in una teglia che riempirai di acqua fredda fino ad arrivare alla metà degli stampini. Inforna per circa 15 min. fai la prova stecchino per verificarne la cottura. Completa aggiungendo il composto di zucca sopra quello alla zucchina e cuoci ancora per 10 min. Sforna e fai intiepidire.
  • Prepara la fonduta: fai scaldare i restanti 125 ml di panna e scioglici lo stracchino. Fai restringere per circa 5 min e regola di sale e pepe. Trasferisci il tutto in un mixer e frulla con le foglie di basilico.
  • Assembla il piatto, mettendo una cucchiaiata di fonduta sul fondo del piatto e appoggiandoci sopra il flan.IMG_20150924_131238